Post-it verde speranza

Italian post-it. No translation, sorry.
C’è crisi, c’è crisi. Quante volte lo abbiamo sentito quest’anno – il tanto amato 2012? Eppure è una triste realtà.

Euro-Dollar

Di nuovo della serie, Valentina si svegliò, si guardò attorno e si rese conto di essere tremendamente depressa. Valentina non esce di casa veramente da almeno due mesi: chiusa nella sua camera, fa una vita sedentaria; vita che un giorno la renderà una cicciona in piena regola – stando sempre seduti su una sedia la ciccia finisce per accumularsi, si deduce, no? – , come quelle che si vedono ogni tanto in alcuni programmi di RealTime (esempio a caso, eh). Ecco, Valentina non vuole finire così.

Sogno di poter fare un’attività fisica che mi possa far scendere di quei quattro chili necessari per aumentare anche la mia autostima, uscire all’aria aperta anche se piove, nevica, o c’è una tempesta tropicale (#wtf, una tempesta tropicale nella Pianura Padana?! Se arriva sapete di chi è la colpa, almeno.) anche solo per fare una passeggiata. Il vero problema sono i soldi.
Perché Valentina vive in una cittadina che certo così minuscola-minuscola non è, ma manca di attrattiva e vita giovanile, dove il massimo è andare all’oratorio con i ragazzi deficienti che giocano a tirare pallonate a destra e a manca senza curarsi dell’altrui sicurezza, e l’unica alternativa è spostarsi in treno in città come Milano o… nel quartiere che una mia amica, una volta, ha definito “il bronx” (nome che mi fa impazzire, haha).

E quindi, indovinate? Per prendere un treno c’è bisogno del biglietto, per il biglietto c’è bisogno dei soldi – e voi direte “Si può non comprare e rischiare”, sì, beh… io non rischio. E dunque se soldi non ce n’è non ti rimane che fare gné-gné. Girarti sui tacchi e attaccarti alla coda del treno, sperando che non ti ammazzi durante gli scambi. Perché è così: ho scoperto che la crisi rende o particolarmente tirchi (= negativo) o particolarmente parsimoniosi (= positivo) con quei pochi soldi che si ha. Figuriamoci gente che non ha un’entrata regolare propria, che dipende ancora economicamente dai genitori nonostante non voglia e che di conseguenza tende a tenere per sé quei pochi soldi di cui sopra; figuriamoci poi se servono per mandare avanti la baracca e si è costretti a cederli quasi quotidianamente sperando che tornino indietro anche solo in forma di pseudo-rata (“Mamma, mi devi 20€ ti ricordo.”, “Sì sì, la prossima volta, ok? Ti voglio bene”).

Non posso comprarmi niente. Non posso e a volte non voglio. Anche se vorrei, sì, vorrei. Ma più forte di questo volere c’è il desiderio di aiutare la famiglia (sperando che un giorno tutto questo finisca), quindi rinuncio a contare le monetine destinate a comprarmi qualche cosa nuova e mi decido a metterle da parte per aiutare a pagare le bollette dei miei. Niente palestra, niente hobby (al massimo 2€ al mese per una rivista), niente cose nuove, niente biglietti e niente bronx. Sperando che questa maledetta recessione finisca veramente nel 2013 come dice Monti.

… Chissà perché, però, non sono così fiduciosa. E non sono contro Monti, eh.

Autore: stanjour_

Valentina, 1992 // Post-it addicted // Graphic, (Copy)Writing, Literature, Photography, Comics & manga, Japanese culture

This post-it is waiting for you!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...