Post-it viola tramonto – NaBloPoMo and Expo

Blogger che mi fanno salire l’acidità e Expo 2015.

BUON HALLOWEEN!
… in ritardo.

Ok, avete ragione: non mi faccio viva da un po’, ma ormai ci siete abituati, no? (Come se ci fosse effettivamente qualcuno ad attendermi, hah!)
Non sto nemmeno a spiegarvi il motivo: corso, non corso, uscite, impegni vari – fra cui Expo, ma di quello parlerò dopo. Il motivo per cui oggi ho trovato la forza di digitare “wordpress” nella barra di ricerca, aprire il sito, accedere e infine cliccare sulla solita matitona con il segno più è molto semplice: ho letto un intervento di un altro blog e mi è venuta l’orticaria. Ho sentito l’istinto omicida salire vertiginosamente, forse perché sono stata punta sul vivo, ma fatto sta che ora sono qui e non so nemmeno se indicarvi il colpevole o meno…

Massì, facciamolo.
Si tratta di un post di anni fa, ma la cosa non cambia. Il perché mi sia sembrato un post degno di tutta la mia acidità (e mi sono accorta ultimamente che riesco a produrne a vagoni, di acido) è semplice: l’ho trovato ignorante, incommensurabilmente ignorante. Di solito mi astengo dal formulare e soprattutto pubblicare commenti del genere, ma stavolta mi sento in vena di farlo. Meglio partire dal principio, però.

Due giorni fa mi sono chiesta per pura curiosità, dal nulla, se data l’esistenza di Inktober, NaNoWriMo e altre maratone simili non ne esistesse anche una relativa ai blog – giusto perché sentivo di star trascurando questo angolino di mondo che in realtà mi piace tantissimo e mi spiace non aggiornare sempre e comunque. Detto fatto: una piccola ricerca mi rivela che proprio Novembre sarà il National Blog Posting Month (per gli amici che amano gli scioglilingua, NaBloPoMo appunto): una maratona che prevede la pubblicazione di un post al giorno per un mese intero.
Per i writer come me è quella che in gergo chiameremmo “una figata pazzesca”: non solo posso fare quello che mi piace, ma chi organizza il tutto mi aiuta anche dandomi dei prompt (parole, citazioni, titoli, etc. in grado di ispirare un post, in questo caso, in caso di emergenza o meno) e dicendomi che comunque ci sono altre vie per partecipare oltre al post scritto singolo al giorno (foto, raccolta di pensieri da pubblicare anche solo alla fine del mese, video, e chi più ne ha più ne metta). Rimane un modo per sfidare se stessi e altri se si è competitivi o si partecipa con un gruppo di amici; un modo per esercitarsi, per giocare, per chissà che altra cosa poi! Sta alla nostra fantasia trovare un modo per sfruttare questo particolare evento ufficiale – perché sì, in realtà ogni mese può essere un BloPoMo, Blog Posting Month.
Ah, peccato però che possa partecipare ufficialmente solo chi risiede negli Stati Uniti. E solo chi risiede lì può vincere un bel premio… Ma questi son dettagli, no? Il vero writer non scrive per i premi, giammai! [inserire un occhiolino furbo qui, grazie]

Quindi mi rompe decisamente tanto scoprire che ci sia gente che lo denigra così pensando chissà cosa – dire “stronzata”, poi, mi pare decisamente esagerato. E incivile. Ma soprattutto ignorante, perché non sai vedere OLTRE alla descrizione che dice ‘scrivi un post al giorno per un mese’ dopo cui praticamente avrai smesso di leggere, con tutta probabilità.
Non è un’imposizione, se non vuoi partecipare non sei obbligato a farlo. Anzi, personalmente non ti vorrei nemmeno come partecipante. QUESTO è il motivo per cui butterei tutto il mio acido su QUEL post, oh!
(Sappiate che parteciperò a modo mio con un bel tag, probabilmente. Senza iscrivermi ufficialmente)

Se poi vi interessa di Expo (che doveva essere il fulcro di questo post PRIMA che vedessi lo scempio scritto da tale blogger) ho appena imparato a usare il tastino “Tag Continua a leggere”, quindi cliccateci con amore.

Padiglione del Giappone -- Don't climb he wall

Siamo arrivati alla frutta- ehm, pardon: alla fine. Primo giorno di Novembre, a quest’ora i primi padiglioni dovrebbero essere smantellati senza ritegno per essere riportati in patria. Che dire?
Secondo i giornali italiani, l’Expo è stato un successo. Per me che sono milanese e ho dovuto soffrire la cosa, è stato invece una immensa rottura.
Non per la presenza di stranieri arrivati a frotte e pronti a imbucarsi in ogni fila per tali padiglioni senza alcun pudore, fingendo totale ignoranza. No, per carità, è grazie a loro se possiamo dire che è stato un successo – nascondendo gli scheletri nell’armadio come se non esistessero.
Semplicemente perché l’Expo è stato un problema sin dall’inizio: a una settimana dall’apertura non era completo nemmeno al 50% (da quello che ricordo veniva detto sia ai TG che dalla gente che vedevo lavorare), e anche durante l’Esposizione ci sono stati notevoli disagi. L’unico lato positivo è che le ferrovie TreNord che uso per andare al corso hanno deciso di aggiungere qualche carrozza in più ai treni che viaggiavano soprattutto verso Milano: almeno così non sembra più di salire su un treno-merci, dove il tuo spazio vitale è inevitabilmente invaso e i polmoni ti schizzano fuori dal corpo per via della pressione esercitata da quello che ti sta di fianco – o meglio, appiccicato. (Sì, la situazione su quei treni era tragica: molta gente sveniva e stava male per mancanza di aria).

A parte questo, l’ho visitata una volta sola assieme a mia cognata e le mie nipoti – che in tutto ci sono andate due volte, una con la scuola e una con me. Dopotutto uno dei miei motti è “Non dire fa schifo se prima non l’hai assaggiato”, a parte per determinate cose ovviamente.
Simpatica. L’Esposizione Universale 2015 è stata simpatica.
Certo, ho avuto modo di visitare solo quattro padiglioni su non-ricordo-quanti dato che mi sono impuntata e volevo vedere il Padiglione del Giappone. La Domenica mattina. Inutile dire che è stata una pazzia: ci ha fruttato cinque ore di coda (anche poche secondo lo standard) e poco tempo per vedere tutto il resto dato che non ci eravamo fatte un piano prestabilito di dove andare – altro errore. In ogni caso, quei quattro padiglioni erano… simpatici. Giappone, Turkmenistan (non andrò MAI in Turkmenistan), Estonia, America.
I giardini verticali mi son piaciuti molto in effetti.

Padiglione dell'America 2.0 -- Giardini Verticali

Se proprio devo dire la mia, l’Expo di Milano è stata una vittoria solo al 50%.
Si può sempre fare meglio. E di più. Ma noi italiani a quanto pare non siamo bravi in questo, si sa… Da oggi, guardiamo Oltre!

Don't steal my photos, thanks. // Non rubate le mie foto, grazie.
Photos © stanjour_

Autore: stanjour_

Valentina, 1992 // Post-it addicted // Graphic, (Copy)Writing, Literature, Photography, Comics & manga, Japanese culture

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