Post-it a pois – Ispirazione, questa (s)conosciuta.

Quando l’ispirazione bussa c’è una sola cosa da fare: risponderle.

Mi sento molto multitasking in questo momento: sto ascoltando contemporaneamente la TV (un programma che conosco a memoria in realtà) e una diretta live su Facebook con le cuffie (#marcomontemagno, per quando finirò questo post però sarà già finita sicuramente) mentre mia madre sgranocchia patatine davanti a me – che non posso mangiare fino alle 19:30 per via di quel problema, ma non voglio farglielo pesare di certo – e il mio stomaco brontola.

Però mentre faccio tutto questo ho anche voglia di scrivere, quindi lo faccio. Dopotutto perché no? Meglio sfruttare l’ispirazione dopo tanto tempo.
Quindi pronti, partenza… via! Buttiamoci nel magico mondo della Grafica.
Di nuovo.

EXPO nel 2016

Ultimamente ho voglia di punti, penso si sia capito.
Sono appena tornata dal corso e a parte un calo di pressione finale che mi ha ridotta con le ginocchia tremanti mentre strisciavo verso casa è stata una giornata piuttosto intensa, un po’ come tutte le volte che c’è una materia che per quanto sia complicata e mi dia grattacapi amo comunque con tutta l’anima

Se qualcuno se lo sta chiedendo si tratta di progettazione editoriale, comunque.

In ogni caso, uno dei professori della mia scuola si è dato da fare e ha organizzato anche per quest’anno una serie di incontri pomeridiani in cui dei professionisti vengono a darci i loro “punti di vista” sul mondo della Grafica e dintorni – infatti l’iniziativa si chiama proprio Punti di vista, un nome azzeccatissimo direi. L’uomo di oggi, come mi va di chiamarlo, è stato Elio Carmi, che si è presentato essenzialmente come brand designer in questo caso.

Si è parlato nuovamente di EXPO. Ora, magari qualcuno di voi si ricorderà questo post in cui affermo che l’Esposizione Universale che si è tenuta qui a Milano non mi sia sembrata – fra varie magagne gestionali – questa gran cosa, però devo ammettere che scoprire il making of di tutto quanto a distanza di tempo e con un po’ di esperienza in più mi sta facendo vedere tutto sotto una luce completamente diversa.

Allora non avevo calcolato, ad esempio, che determinate applicazioni potessero essere fatte da qualcuno che non ha realizzato il logo e nemmeno collaborato a tale realizzazione, ma piuttosto da aziende che chiedono ad altri grafici di occuparsi della cosa. Una bella magagna, sì. Per me, che al corso creo tutto dall’inizio alla fine, che seguo il progetto fino al momento in cui è “completo” nelle parti che io e solo io elaboro, è una cosa un po’… strana.
Ma per quanto possa sembrarmi strana, effettivamente è così. E non lo avevo affatto calcolato – il che mi fa vedere tutto sotto una luce differente. Sicuramente migliore. Capire il concept da cui sono partiti

Certo, con alcune cose non sarò mai d’accordo probabilmente. Come studio di grafica avevano anche proposto un carattere tipografico che, da quello che ho capito, avrebbero voluto utilizzare come visual della campagna, ad esempio. I committenti però lo hanno accantonato alla fine, e quando lo ha detto mi sono trovata a pensare: “Ci credo!”, e non perché non fosse bello ma perché avevo più o meno un’idea del casino che si sarebbe andato a creare.
Ci ricordiamo ancora un po’ tutti il logo di EXPO in questo momento, dico bene? Non penso sia già caduto nel dimenticatoio. La sua caratteristica principale era la stratificazione, la trasparenza dei vari elementi sovrapposti e di colori diversi. Ecco, ora pensate che anche il carattere proposto dallo studio di grafica dell’egregio prof. Carmi era così, e in teoria doveva essere utilizzato solo come elemento grafico. Sfondo bianco e testo scritto con questo particolare carattere creato appositamente per EXPO, nulla più.

Ora focalizzate…

Pensate veramente che lo avrebbero utilizzato tutti nel modo giusto, senza creare casini? E non parlo solo di burocrazia dato che sicuramente il carattere tipografico avrebbe avuto delle regole ben precise da seguire letteralmente alla lettera (haha, che bel gioco di parole… battutona).

La risposta è ovvia: nemmeno per sogno. Chissà quali assurdità – e atrocità che avrebbero fatto sanguinare gli occhi – sarebbero uscite, per carità; un po’ come quelle che sono apparse prima in giro per Milano e poi sul web: facevano sanguinare gli occhi.
Tornando al carattere, sicuramente c’erano di mezzo anche problemi di budget e cose del genere per aver deciso di non adottarlo, ma io parlo esclusivamente di applicazione, dell’uso che ne sarebbe stato fatto. Al danno e alle critiche immeritate che tutto ciò avrebbe comportato.
Per questo sento di poter dire che “Ho capito”.

The End? Fine della giornata? Sia mai!

Indovinate chi è che compie gli anni domani e che immancabilmente il giorno prima (ovvero oggi) è stata male? E che domani passerà felicemente il compleanno ad un corso pomeridiano tonando a casa solo verso le 20:00?
Se indovinate vi do una buonissima caramella. Alla menta. Su, non fate gli schizzinosi, è pure facile!

 

 

Autore: stanjour_

Valentina, 1992 // Post-it addicted // Graphic, (Copy)Writing, Literature, Photography, Comics & manga, Japanese culture

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