Post-it scaramantico – Venerdì 13

Se ti cade in testa l’acqua di un canale di scolo, allora è un segno.

Oggi si parla di segni.

Mi immagino la canzoncina di sottofondo di Piero Angela in questo momento, “Super Quark”, e forse per un motivo ben preciso: la canzoncina in questione mi ha sempre inquietata con la sua tranquillità stereotipata. E oggi non è una di quelle giornate tranquille.

Se una giornata è destinata ad andare male, certe volte lo vedi direttamente alla mattina. Un esempio a caso- che farò finta non mi abbia portata a scrivere questo post sul cellulare, solitamente arcinemico dei miei post più sensati – è questa mattina.
È cominciata male, anzi malissimo.
Appena sveglia: mal di testa.
Mi alzo: si trasforma in giramenti di testa.
I giramenti si trasformano in nausea, e la voglia di andare al corso comincia lentamente a passare.
Poi penso “No, ci devo andare” – pensiero scaturito dalla semplice voglia di non avere grane in grado di abbassare le mie possibilità di accedere ad uno stage. Si sa, la speranza è sempre una luce in fondo ad un tunnel scuro e buio, e speravo davvero che questa giornata si potesse trasformare.

Indovinate? È solo un’ora più tardi mentre comincio a scrivere questo post, e sono convinta che possa solo peggiorare.
Appena arrivata in stazione (in ritardo) ho salito le scale per arrivare sulla banchina, che ha puntualmente deciso di battezzarmi facendomi cascare in testa un bel po’ dell’acqua piovana che aveva raccolto nei suoi condotti.
Ed è parlando con la mia solita amica che scopro la verità…

Oggi è venerdì 13.
È tutto un segno. Doveva andare di merda.
Dovevo capirlo dal fatto che stasera danno in TV Titanic, uno dei più grandi disastri in mare – che puntualmente, mentre rivedo questo post prima di pubblicarlo, mi sto guardando.

Post-it sorridente – Amicizia

Ci sono amici, gli empatici, e migliori amici, i telepatici.

È qualcosa che fa sorridere.

Ci sono amici e migliori amici. Gli amici sono quelli che ti conoscono veramente secondo me, ma i migliori amici sono quelli che riescono a capire cosa pensi o cosa stai per fare anche solo con uno sguardo. Basta una parola, un concetto.

Magari un amico dice una cosa particolare, scatta qualcosa, il tuo mento e la testa si alzano. Guardi il migliore amico (o migliore amica) e lui è già lì, che ti guarda. E tu sai che lui sa, realmente. Non puoi che metterti a ridere a quel punto, almeno nella tua mente.

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Ed è una cosa vera, una cosa che dura nel tempo anche se smettete di frequentarvi tutti i giorni, a tutte le ore, assiduamente. È una cosa magnifica, vorrei raggiungere quest’empatia con tutti, ma non si riesce, non si può. E non sarebbe nemmeno giusto.
È una di quelle cose che ti fa dire con un sospiro: “Allora la gente speciale esiste”.

E la gente speciale, nel mio caso, mi legge anche nella mente, regalandomi cose su argomenti di cui non gli avevo ancora parlato ma a cui è arrivato per vie traverse. Conoscendomi. O forse perché su queste altre cose gli ho fatto una capa così, come si dice.
(Ammirate la leggendaria zebra-mucca usata per coprire il costo del manuale, “Strategie di Content Marketing” della HOEPLI, prego!)

Post-it riflessivo – Io-Dialogo

Una personalità si confronta.

“Cosa reputa più importante, il lavoro o l’amicizia?

“Domanda difficile: uno serve a vivere, l’altro a sopravvivere. Spesso si confondono.

“Quindi mi sta dicendo che è più importante il lavoro, che serve a vivere?”

“Ha visto? Si confonde, mi spiace. Non ho detto che è il lavoro quello che serve a vivere: quella è l’amicizia.
Senza un lavoro puoi finire sulla strada, puoi non riuscire a sopravvivere per via della mancanza di denaro, puoi morire di stenti, ma una vita senza amicizia è peggiore (ed impossibile). L’uomo è un essere sociale, ha bisogno di relazioni e affetti, di amore… ma quello che intendo va oltre a questo, molto oltre: senza amicizia si diventa veramente poveri, sotto tutti gli aspetti.
Il denaro è qualcosa di freddo che tentiamo di riscaldare infondendovi i valori più condivisi e condivisibili sotto forma di monumenti nazionali e facce di persone importanti che si dice abbiano cambiato la Storia, ma produrrà sempre e solo qualcosa di freddo se ci pensa.
Prenda ad esempio un regalo: esso può essere freddo o caldo a seconda se è accompagnato da un sentimento o meno, in un certo senso. Il regalo freddo potrebbe essere quello fatto senza alcun sentimento per l’altra persona, magari il regalo per un collega antipatico che (finalmente, lei pensa) se ne va; il regalo caldo, invece, potrebbe essere quello di un bambino alla propria mamma, o quello dei suoi amici che hanno messo insieme un bel gruzzolo per comprare quella cosa che a lei piaceva o serviva, ma che magari non poteva permettersi all’epoca. Senza affetti il denaro non serve a molto, non produrrà nulla di veramente positivo.

Perciò, come comprenderà, per me le cose stanno così. Sì, il denaro è importante, non lo nego, rende tutto un po’ più facile… ma senza amicizia non si vive veramente: si sopravvive e basta.